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Da necessità a piacere: una storia di castagne in Bregaglia
Da necessità a piacere

Da necessità a piacere

I castagni e i loro frutti vantano una lunga tradizione in Bregaglia. Le selve che si estendono tra Soglio e Castasegna sono uno dei simboli della valle. La lavorazione delle castagne, così come celebrata ed eseguita in Val Bregaglia, è stata persino inserita nella lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale della Svizzera. Di tradizioni che riguardano questo versatile frutto ne esistono molte ma come si conciliano con il progresso?

Testo: Onna Rageth / Foto: Bregaglia Engadin Turismo / Video: Pro Grigioni Italiano

Per salvare dall’oblio le tradizioni legate alla coltivazione dei castagneti e alla raccolta dei loro pregiati frutti, nel 2006 è stata costituita in Bregaglia l’Associazione Castanicoltori. Manuela Filli, che ne è la Presidentessa, già da una decina d’anni svolge un ruolo di primo piano per questa valle del sud dei Grigioni: cura gli interessi dell’associazione con i suoi oltre 100 soci, coordina l’organizzazione della Festa della castagna, l’evento centrale delle tre settimane del Festival della Castagna, e si adopera per mantenere vive le tradizioni legate alla raccolta.

«Il giorno in cui per la prima volta abbiamo utilizzato una sgusciatrice meccanica ho temuto che sarebbe stato l’inizio della fine delle nostre tradizioni» racconta Manuela Filli. Naturalmente, anche le tradizioni legate alle castagne bregagliotte devono costantemente confrontarsi con il progresso e i cambiamenti, aggiunge Manuela. Nel corso della storia recente, persino l’approccio della popolazione nei confronti delle «proprie» castagne è cambiato. Se meno di 100 anni fa erano considerate un alimento di base e servivano quindi a garantire il sostentamento delle persone, oggi hanno acquisito un significato diverso: «Le castagne, la loro coltivazione e la loro raccolta ci offrono l’opportunità di svolgere una sana attività all’aperto e di socializzare. Inoltre, il loro consumo non è più finalizzato alla sussistenza ma rappresenta un momento di puro piacere.» Eppure c’è un pizzico di nostalgia nelle parole di Manuela Filli quando parla della sgusciatrice. Tradizionalmente, per privarli del loro guscio marrone questi frutti vengono battuti a mano. Un lavoro duro che richiede molto tempo e un notevole sforzo fisico – e che in pochi erano ancora disposti a fare.

Passaggio da una società contadina a una società orientata ai servizi
In passato, le castanicoltrici e i castanicoltori erano contadine e contadini a tempo pieno – e la raccolta delle castagne non era altro che una normale attività che, in autunno, andava ad aggiungersi alle altre. Oggi, questo mestiere viene vissuto come una passione. 
È stato solo quando le castagne hanno smesso di essere una necessità per diventare un piacere che la popolazione locale ha ripreso coscienza del loro significato. «La costituzione della nostra associazione è dovuta proprio a questo: al ritorno a un valore identitario. Ciò che unisce i soci è la passione per le castagne e il desiderio di far conoscere la nostra cultura anche al di fuori della Bregaglia.» Così, Manuela Filli descrive gli sforzi profusi per pubblicizzare questa valle del sud dei Grigioni ai turisti attraverso il marketing territoriale e quindi promuoverla come piccola ma raffinata meta di vacanza.

Tradizioni vive, anche nel XXI secolo
Come spiega Manuela Filli, per evitare che il patrimonio di conoscenze sulle tecniche di battitura delle castagne vada perduto bisogna essere disposti ad accettare dei compromessi: «Per me era importante trasmettere questo mestiere ai miei figli. Proprio come i miei genitori hanno fatto con me. È così che si mantengono vive le conoscenze, senza chiudere le porte all’innovazione tecnologica. Tra l’altro siamo riusciti a realizzare bellissimi progetti nella scuola dell’infanzia locale, per coinvolgere anche i bambini che non conoscevano le tradizioni legate alle nostre castagne. Le esperienze sono state decisamente positive, soprattutto perché tramandiamo usi e costumi senza ignorare le esigenze della vita moderna. Non abbiamo abbandonato le nostre tradizioni, semplicemente le abbiamo adeguate.» 
Grazie a un progetto di più ampia portata è stato altresì possibile trasmettere le conoscenze sulle castagne all’intero Cantone dei Grigioni. «Abbiamo invitato in Val Bregaglia 20 classi della primaria e abbiamo organizzato un’escursione giornaliera durante la quale le alunne e gli alunni hanno potuto percorrere i due chilometri del sentiero didattico della castagna da Castasegna a Brentan e imparare molte cose sul nostro patrimonio culturale immateriale» spiega con orgoglio Manuela. 

Nel mese di ottobre, in Bregaglia tutto ruota intorno alle castagne: è il momento della loro raccolta e lavorazione – attività svolte il più delle volte manualmente.
Nel mese di ottobre, in Bregaglia tutto ruota intorno alle castagne: è il momento della loro raccolta e lavorazione – attività svolte il più delle volte manualmente.

Collaborazione con il Bregaglia Lab
La selva castanile della Bregaglia comprende più di 1'300 alberi – e il loro numero è in aumento. Raramente, i castagni e i relativi terreni vengono venduti o dati in affitto. Nella maggior parte dei casi vengono ereditati nell’ambito della stessa famiglia, proprio come vuole la tradizione. 
Tipica ricorrenza della Val Bregaglia è anche il Calendimarzo, una festa che viene celebrata il primo giorno di marzo di ogni anno. «È un giorno estremamente importante, in cui ci si lascia ufficialmente alle spalle l’inverno e si festeggia con gran clamore l’arrivo della primavera» spiega Manuela. È così che si celebra il passaggio da una stagione a quella successiva. È interessante notare che anche qui le castagne hanno un ruolo di primo piano: in questa occasione è tradizione mangiare la «Castegna da Calendamarz», un piatto sostanzioso a base di castagne cotte in acqua, accompagnate da panna montata e pancetta. Per molti abitanti del luogo, questa specialità culinaria è indissolubilmente legata all’infanzia. Per i turisti è, in genere, del tutto sconosciuta.


Ricerca e pratica si incontrano per un turismo sostenibile in Bregaglia

Attrarre turisti in Bregaglia è il compito principale dell’organizzazione di marketing di destinazione Bregaglia Engadin Turismo. Nel maggio 2022, assieme al Comune di Bregaglia e quindi anche a Bregaglia Engadin Turismo, la Scuola universitaria professionale dei Grigioni ha aperto una sede distaccata a Stampa, il cosiddetto Bregaglia Lab, con l’obiettivo di collaborare con la popolazione locale per superare problematiche e sfide coniugando ricerca e pratica in maniera innovativa. E facendolo proprio nei territori dove si manifestano le difficoltà. Dalla vicinanza geografica possono così nascere sinergie proficue, da cui l’intera collettività può trarre beneficio. 
 

Ricetta

Ricetta

Castegna da Calendamärz

  • 600gr castagne essiccate
  • acqua
  • 250 gr pancetta affumicata
  • 1C burro fuso
  • sale e pepe 

Mettere a mollo le castagne nell'acqua per una notte. Cuocere le castagne con tutti gli ingredienti a fuoco basso per 3 ore, consumare con panna montata. Le castagne sono ideali anche per accompagnare cavolo rosso, carne o insalata di stagione.

Ricetta tratta dal libro: La Nossa Storia - Società femminile Bregaglia Sottoporta

Video: «Nella cucina della signora Cristina Giovanoli a Vicosoprano»

Video: «Nella cucina della signora Cristina Giovanoli a Vicosoprano»

«Gri-cettario: Castegna cöcia da Calendamärz»
«Gri-cettario – typische Gerichte des Bündner-Italieners»

Testo di

Onna Rageth, Direttrice Bregaglia Lab e Responsabile progetti scientifici presso l’Istituto per il turismo e il tempo libero